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Caprezzo e la Madossa del Sasso

CAPREZZO 493 MT.

L’itinerario parte dal centro del paese e, dopo aver fatto un anello per le vie storiche dello stesso, ridiscende alla Chiesa Parrocchiale e, di qui, seguendo il percorso devozionale della via Crucis raggiunge l’Oratorio della Madonna del Sasso, situato nella parte occidentale del paese, dove si concentrano numerosi terrazzamenti.

 

IL PERCORSO

Il percorso parte da via Umberto I (lungo la strada è presente un’area di parcheggio dove si consiglia di lasciare l’auto), che si imbocca a salire, addentrandosi nella via Intragna, da qui si imbocca la scalinata (via Milano) che porta alla parte alta del paese, disposto su terrazzi. Si raggiunge dapprima via alle Fonti, lungo la quale si incontrano due lavatoi e la latteria sociale, quindi si procede lungo via Vittorio Veneto, Via Cavour, e Via Magenta, incontrando antichi affreschi murali e una cappella, si procede fino a piazza Maddalena, con la caratteristica casa seicentesca Ca’ Buruss. Si prosegue quindi per breve tratto in via Verazzi, svoltando subito a sinistra lungo la scalinata che porta in via Pellegrini, tra orti terrazzati, e si ricongiunge a via Cavour e via V. Veneto, da percorrere a ritroso, fino a imboccare la scalinata (Via Vico), che conduce al Municipio e alla Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo. Da qui si scende ancora su gradinata alla strada sterrata (a destra rispetto alla carrozzabile) che conduce all’Oratorio della Madonna del Sasso. Si tratta del percorso della Via Crucis, che si snoda in un contesto di orti, prati e boschi. Si raggiunge l’oratorio della Madonna delle Grazie, che sorge in posizione panoramica e permette di apprezzare il paesaggio circostante e quel che resta dei terrazzamenti, con veduta sul paese di Caprezzo.

Il percorso prosegue, una volta discesi dall’altura dell’oratorio, spingendosi nei boschi attraverso il sentiero a sinistra dello stesso, che conduce verso le aree terrazzate in località Runchitt, Ca’ Bianca. Si rientra quindi attraverso lo stesso percorso della via Crucis fatto all’andata.

 

I TERRAZZAMENTI

Lungo il percorso proposto si osservano zone terrazzate nei versanti vicini al paese, ancora limitatamente utilizzate per orti, più avanti ormai invase dal bosco. Nel primo tratto (località Runché) è presente un rustico (10), che nelle immagini d’epoca aveva tetto in paglia di segale, oggi rifatto in coppi. La segale era infatti la principale coltura e la paglia che rimaneva dopo la trebbiatura era utilizzata tradizionalmente per le coperture delle cascine.

Nei boschi fuori dall’abitato, in località Runchitt - Ca’ Bianca, toccate dal percorso, si possono osservare alcuni esemplari secolari di castagno e molte rimanenze di terrazzamenti. I toponimi Runchitt e Runché fanno proprio riferimento al fatto che questi luoghi erano campi dissodati (roncati), terrazzati e coltivati.

I ripidi versanti della montagna su cui sorge Caprezzo sono stati modellati dall’uomo nel corso dei secoli, strappandoli al bosco. Nei campi terrazzati si coltivavano segale, miglio, orzo, canapa, cui si aggiunsero, dopo il XVIII secolo, le patate. Viti, noci e alberi da frutto completavano il paesaggio agrario. (testimonianze di Graziella Caretti e Rinaldo Pellegrini)

 

PUNTI DI INTERESSE

1. Cappella della Madonna del Latte. Lungo via Umberto I si incontra una cappella con altare e grata lignea con affresco settecentesco dell’iconografia particolare: la Madonna seduta tra le nuvole, con ai piedi la luna e il serpente e al di sopra due angeli che la incoronano, è rappresentata nell’atto di allattare il Bambino. La scena è incorniciata da tendaggi.

Centro storico. Il centro storico è caratterizzato da vie acciottolate ed edilizia rurale ben conservata. In vari punti si osservano affreschi devozionali, tra cui si segnalano in via Umberto I una Sacra Famiglia (2), attribuita al pittore Baldassare Verazzi (Caprezzo 1819-Lesa 1886) e in via Intragna una settecentesca Madonna di Re tra i Santi Domenico e Caterina da Siena (3). Caratteristici sono poi i due antichi lavatoi, Alcorte (4) e Barborina (6), fatti costruire nel 1885 dal Cavalier Pietro Verazzi, benefattore, così come riporta una scritta sull’intonaco.

Nel centro del paese, lungo via alle Fonti, è ancora esistente il grande fabbricato che un tempo ospitava la latteria sociale (5), fondata nel 1876 e attiva fino al 1961. All’esterno dell’edificio si osserva la ruota idraulica in ferro che, sfruttando la forza dell’acqua del Rio Furignone, faceva ruotare all’interno la zangola del burro.

7. Cappella dell’Adorazione dei Magi. In via Magenta una cappella ottocentesca con grata in ferro battuto ospita pregevoli affreschi di Enrico Francioli (Bureglio di Vignone 1814-1886): nella nicchia di fondo l’Adorazione dei Magi, ai lati i SS. Gaudenzio e Giacomo.

8. Cà Burùss. In piazza Maddalena si conserva un interessante esempio di architettura rurale del XVI secolo con tre ordini di loggiati sovrapposti in legno di castagno, che costituiscono una curiosa ed elegante prospettiva.

9. Chiesa parrocchiale di San Bartolomeo. La chiesa nel ‘400 era una piccola cappella che fu ampliata nei secoli successivi. Fu eretta a parrocchia nel 1617. Le decorazioni interne del 1926 sono del pittore Barzanelli. Nella sacrestia è conservata la grande tela “La Madonna della Misericordia” del pittore caprezzese Baldassare Verazzi (1819-1886), originariamente creato nel 1878 come pala d’altare dell’Oratorio della Madonna del Sasso.

10. Antica stalla in origine con copertura in paglia di segale

11. Via Crucis. Il percorso tra la Chiesa parrocchiale e l’Oratorio della Madonna del Sasso è caratterizzato dalle 14 stazioni della Via Crucis, edificate nel ‘700 e affrescate dal pittore valsesiano Lorenzo Peracino.

12. Condotta forzata. La condotta forzata, che si incontra lungo il percorso, attraversa verticalmente il paese di Caprezzo e ha origine nella località di Egra da un bacino d’acqua creato nel 1925 e alimentato da due canali artificiali. Dal 1925 al 1958 la centrale produsse l’energia elettrica per il funzionamento del tram Intra-Premeno.

13. Oratorio della Madonna del Sasso o della Madonnina. Si trova in posizione isolata rispetto al paese, in un punto panoramico, ed è visibile da tutta la valle. Fu eretto a partire dal 1631 come ex voto alla Madonna per aver liberato il paese dalla peste. Nel corso dei secoli divenne meta di pellegrinaggio e luogo di passaggio o arrivo di varie funzioni religiose. Ogni anno nella prima domenica di luglio si celebra la ricorrenza della “Madonnina” con una messa e l’incanto delle offerte in ricordo dei morti di peste e per ringraziare la Madonna per chi è stato salvato.

 

PUNTO DI RISTORO

- Circolo di Caprezzo, via Umberto I, 1 (2)

 

ATTIVITA’ SPORTIVE RICREATIVE

Escursionismo: rete sentieri Parco Val Grande

Percorso mountain bike Cappella Porta - Cappella Fina

 

ALTRE AREE DI INTERESSE

-Sentiero natura del Parco Val Grande “All’ombra degli abeti”

(Cappella Porta - Pian Cavallone)

Interraced

Parco Valgrande

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CATEGORIA ESCURSIONE

Dislivello

fino 500 mt.

Sviluppo

fino 8 km.

Tempo

fino 4 ore